Terra di antica spiritualità e natura selvaggia

Subiaco, i colori della fede

sabato 29 agosto

Benedetto da Norcia, non ancora ventenne, fuggì da Roma perché disgustato dal degrado morale dell’Urbe, giunse in terra laziale e trovò rifugio in una grotta alle pendici del Monte Taleo, in un paesaggio di straordinaria suggestione. A Subiaco rimase a lungo in preghiera; col tempo la fama della sua santità si diffuse e molti giovani lo raggiunsero per condividere il suo stile di vita. Abbandonata la vita ascetica, dettò le regole fondamentali dell’ordine benedettino e fondò dodici monasteri. Oggi ne rimangono solo due: uno dedicato al Santo e l’altro a Santa Scolastica, sua sorella gemella.

PRANZO IN FORESTERIA: anche noi, come i pellegrini che si recavano nei luoghi sacri di San Benedetto, avremo la possibilità di assaggiare i piatti tipici della tradizione locale, negli ambienti annessi al Monastero.

PROGRAMMA

Meta del Grand Tour prima dell’arrivo a Roma, la valle dell’Aniene sembra essere la musa ispiratrice di una favolosa età dell’oro che combina paesaggi ancora intatti a scorci di tempietti votivi, residenza della nobiltà romana ai tempi dell’impero, poi luogo mistico. Arrivo a Subiaco e visita al Monastero di San Benedetto, chiamato anche Sacro Speco perché edificato sulla grotta dove Benedetto rimase tre anni in preghiera. La Santa Grotta si raggiunge dal giardino del monastero grazie ad una rampa di scale scavate nella roccia: è un luogo di rara suggestione, sospeso sulla gola dell’Aniene, che qui forma un piccolo invaso artificiale. Il grande complesso è un gioco d’equilibrio, come quello tra la retta via e il peccato: è formato da due chiese sovrapposte che, come disse papa Pio II Piccolomini, si aggrappano a nido di rondine sullo strapiombo. La chiesa superiore è ornata da affreschi della scuola del Perugino: drammaticità, raffinatezza della tavolozza cromatica e realismo descrittivo sono alcune impronte stilistiche che caratterizzano le storie. Mentre quella inferiore è costituta da un insieme di cappelle scavate a diversi livelli ed affrescate con dipinti di artisti della scuola senese. Tra questi ce n’è uno molto raro: San Francesco d’Assisi ritratto poco prima della morte, senza stimmate e aureola e rappresentato strabico, per la malattia che lo condusse a perdere la vista. Da Subiaco percorrendo la via dei Monasteri, che conduce tortuosa verso le pendici del monte, si è immersi in un paesaggio silvestre che ancora ispira la fuga dal mondo. Via via che si procede si ammirano la Rocca dei Borgia che domina il paese, i resti della villa di Nerone e il Monastero di Santa Scolastica, l’unico superstite dei tanti fondati secondo la celebre regola “Ora et Labora”. Tre chiostri che si intrecciano a raccontare la storia del complesso: la visita si apre nello stile rinascimentale, passa al gotico per arrivare al cosmatesco del XIII secolo. Nella Biblioteca sono conservati preziosi codici miniati e incunaboli, tra i quali il primo libro stampato in Italia. Ma il momento più emozionante sarà quando potremo accedere ad uno scrigno segreto, generalmente chiuso al pubblico e aperto su concessione straordinaria: la Cappella degli Angeli, così chiamata per gli eccezionali affreschi quattrocenteschi che ne ornano la volta. Entrando si rimane letteralmente senza fiato alla vista del Cristo Pantocratore Benedicente circondato da nove schiere angeliche. Al termine partenza per il rientro in bus.

QUOTA

Quota di partecipazione € 90,00

La quota comprende:
• Viaggio in bus
• Biglietti d’ingresso
• Servizio guida
• Auricolari
• Assicurazione Medica
• Accompagnatore

La quota non comprende:
• Pranzo in ristorante € 33,00