Le illusioni del Cardinale

Roma, Palazzo Spada

domenica 22 febbraio

Con la candida facciata rinascimentale, colma di fregi e statue, Palazzo Spada è un improvviso abbaglio tra tortuosi vicoli di Campo de’ Fiori. Intorno ha una concorrenza spietata, perché sorge quasi a ridosso del sontuoso palazzo Farnese e dei magnifici palazzi Braschi e della Cancelleria, ma supera la prova con eleganza calando assi vincenti. Trompe-l’oeil e artifici barocchi. È all’insegna dello stupore la visita alla seicentesca residenza di Bernardino Spada, sede del Consiglio di Stato e della Galleria, uno dei più raffinati musei romani.

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PROGRAMMA

Arrivo a Roma ed ingresso a Palazzo Spada per la visita alla Galleria che conserva una raccolta dei quadri, delle sculture e degli arredi collezionati dal cardinale Bernardino, da suo fratello Virgilio e dal pronipote Fabrizio. La Galleria ha lo charme di antica quadreria principesca, una peculiarità che la rende unica nel panorama museale romano, perché fornisce una fedele immagine del collezionismo tra il Seicento e il Settecento. Così i dipinti di soggetto religioso, paesaggistico e mitologico si affollano su più file senza ordine cronologico, “dialogando” con mobili preziosi, lampadari in vetro di Murano, orologi, busti e mappamondi. Nelle sale, specchio degli interessi collezionistici della famiglia, spicca la pittura tra manierismo e barocco: da Guido Reni al Guercino, dai Gentileschi padre e figlia Orazio e Artemisia, fino al Domenichino. Un concentrato di capolavori in solo quattro sale, dove si ha la sensazione di essere proiettati in una ricca casa privata del Seicento. Ma l’attenzione è calamitata nella prima sala dal ritratto del Cardinale eseguito da Guido Reni nel 1631: seduto di tre quarti, l’uomo osserva i visitatori con distacco sereno, aristocratico, e la tela lascia trasparire la sua intelligenza e la sua spregiudicatezza per l’epoca. Nel pomeriggio passeggiata nel cuore della città. “Tutte le strade portano a Roma”, si dice, e il pensiero va alle grandi strade consolari che si irradiano in tutte le regioni della nostra penisola. Nel centro storico, esiste però un dedalo di vicoli che raccontano una pagina diversa della storia millenaria dell’Urbe, strade “parlanti” dai nomi evocativi che tramandano ancora oggi il ricordo degli artigiani e dei venditori che avevano lì le loro botteghe. Sono le strade delle Arti e dei Mestieri che trasudano di storia ed ancora oggi comunicano emozione e mistero a chi le percorre. Partendo da Campo de’ Fiori ci addentreremo in via dei Balestrari che prende il nome dall’importante corporazione dei fabbricanti e venditori di balestre. All’altezza del civico 2, si incontra la lapide più antica di Roma datata 1483, in cui si ricorda la bonifica del luogo ordinata da Sisto IV. Passeremo poi in piazza Farnese, dove spicca il maestoso palazzo sede dell’Ambasciata di Francia, per arrivare in via dei Baullari, denominazione dovuta alla concentrazione di botteghe dei fabbricanti di bauli e valige. All’inizio stretta e sterrata, fu ampliata da Papa Paolo III, per arrivare più comodamente alla sua residenza. Ma la più particolare è senza dubbio quella che fin dal medioevo era chiamata via Pelamantelli, per l’attività svolta dagli artigiani che preparavano tessuti di stoffa grezza. Successivamente prese il nome di via de’ Giubbonari per i fabbricanti di “gipponi”, ovvero corsetti e busti. Una lapide al civico 64 ricorda un episodio avvenuto nel 1851: passando in carrozza, papa Pio IX notò un sacerdote che portava la Comunione a un moribondo. Fatta fermare la carrozza, si unì a lui tra lo stupore della gente. Al termine partenza per il rientro in bus.

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QUOTA

Quota di partecipazione € 108,00
La quota comprende: Viaggio in bus e pedaggio
• Prenotazione ed ingresso alla Galleria Spada • Servizio guida • Auricolari
• Assicurazione Medica • Accompagnatore