Palazzo Ducale sede dell’Accademia Militare
Modena, caccia ai “Tesori nascosti”
domenica 8 marzo
Lo stereotipo è quello della città golosa, dove trionfa lo zampone e l’aceto è a dir poco venerato, la Modena dei tortellini e del lambrusco, che va a braccetto con il tifo sfrenato per i motori e si gode la Ferrari, nei cuori e sui circuiti di mezzo mondo. Tutto giusto, tutto vero. Ma c’è un’altra Modena meno vistosa, più raccolta e più insolita, quella dei palazzi, incredibilmente preziosi, autentiche miniere di storia e di cultura. Uno di questi è il Palazzo Ducale, l’antica reggia degli Estensi, dal 1862 sede dell’Accademia Militare. Il Palazzo, in parte costruito su un preesistente castello duecentesco, è ritenuto uno degli edifici barocchi più belli d’Italia. Costruito a partire dal 1630 da Bartolomeo Avanzini, ideatore della lunghissima facciata con al centro il torrione dell’orologio e del cortile d’onore, subì poi interventi e ritocchi da parte di Francesco Borromini, Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona: un patrimonio artistico di immenso valore!

PROGRAMMA
Arrivo a Modena ed ingresso a Palazzo Ducale. Su concessione del Comando Militare dell’Accademia, visiteremo uno tra i più sontuosi palazzi principeschi dell’Italia barocca. Sfarzosi gli interni ricchissimi di arredi antichi e capolavori, a cominciare dai pannelli laminati d’oro che abbelliscono l’ex salottino privato del duca fino agli stucchi che decorano le varie sale. All’uscita, passeggiando sotto i portici che ricoprono buona parte del centro storico, avremo modo di ammirare le facciate e i cortili di splendide residenze nobiliari tra, vicoli acciottolati, piazzette, fino ad arrivare in Piazza Grande, cuore della città e antica sede del mercato cittadino. Qui svetta il Duomo, uno dei più alti capolavori del romanico italiano e Patrimonio Mondiale Unesco dal 1997. Luminoso di marmi bianchi e rosati, stupefacente nel suo gioco di archi e lesene, sorgeva nove secoli fa. Artefice ne era stato l’architetto Lanfranco, che aveva liberamente interpretato la grande tradizione basilicale romana e le nuove influenze architettoniche borgognone, dando vita ad una struttura innovativa, dove architettura, scultura e pittura mirabilmente si fondevano l’una nell’altra. A collaborare con Lanfranco era stato chiamato il grande Wiligelmo, che lasciò una testimonianza incomparabile della sua arte nella decorazione della facciata. L’aspetto più stupefacente è la ricchezza delle sculture che raffigurano le “Storie della Genesi”. Unita alla chiesa da due archi a sesto acuto, si innalza la torre campanaria, detta Ghirlandina, che dall’alto dei suoi 86 metri domina tutta la città. Due ipotesi sul nome: le balaustre in marmo che sembrano ghirlande, oppure la sua somiglianza con la torre della Giralda di Siviglia. Tutto questo splendore rischia di oscurare l’altra anima del grande palinsesto architettonico che si ammira nel cuore della città. Si tratta di due “Tesori”: il Palazzo Comunale, affacciato su Piazza Grande con la torre dell’Orologio; e il Palazzo dei Musei che conserva il Lapidario Estense, una raccolta di monumenti funebri, stele, iscrizione e rilievi. Tutti questi reperti, provenienti da collezioni della casata estense e dalle chiese cittadine, sono armoniosamente distribuiti lungo le pareti e le ampie arcate del porticato. Al termine della visita partenza per il rientro in bus.

QUOTA
Quota di partecipazione € 105,00
La quota comprende: Viaggio in bus
• Prenotazione ed ingresso a Palazzo Ducale • Servizio guida • Auricolari
• Assicurazione Medica • Accompagnatore